
Sarà il primo festival vegan, antispecista e intersezionale dell’Isola. Sabato 4 e domenica 5 luglio prossimi, uno spazio nel quale confrontarsi, parlare di etica animale, sostenibilità e giustizia sociale.
Al via Etnantispecista Veg Fest una due giorni che si svolgerà in un luogo che, come si dice, “vibra” bene: a Trecastagni (Catania) alle pendici dell’Etna, “la montagna” come la chiamano qui, il vulcano vivo, così come sono vivi – appunto – gli animali de L’Arca di Natalia, un rifugio che ospita oltre 100 animali salvati da situazioni di sfruttamento e violenza.

L’Arca di Natalia è una delle realtà virtuose, non solo siciliane, da cui bisognerebbe prendere esempio, un luogo piccolo ma motivato, che riscatta vite, la libertà dei nostri pari – gli animali che co-abitano il pianeta insieme a noi, il regno minerale, il regno vegetale, gli alberi guardiani del mondo, gli archea e i funghi – per sottrarli al dominio dell’iperconsumismo che non guarda in faccia nessuno, né tantomeno si crea scrupoli a inquinare.
Ormai lo sappiamo. Gli allevamenti intensivi trattano gli animali come oggetti, deprivandoli di dignità e sotto-categorizzandoli in regime di inferiorità rispetto alla nostra specie. Siamo protervi e tracotanti. Mentre le città muoiono di caldo sotto la mannaia scriteriata dell’aria condizionata che spara aria calda fuori pur di rinfrescare le scatolette entro le quali ci stiamo condannando (macchine, supermercati sempre più grandi, appartamenti, urbanistica senza spazi verdi).

Il festival nasce con l’obiettivo di creare in Sicilia consapevolezza sui temi dell’etica animale, della sostenibilità e della giustizia sociale: “Etnantispecista nasce dal desiderio di creare qualcosa che in Sicilia ancora mancava: uno spazio aperto, accessibile e vivo, dove incontrarsi, condividere e costruire nuove prospettive (…)” spiega la fondatrice Silvia Clementi; è ora di abbandonare la pratica dello sfruttamento, insomma, e di tornare a un rapporto immediato con i regni che compongono l’unico pianeta che abbiamo. In caso contrario, il risultato è, già, sotto gli occhi di tutt3.
Due le giornate dedicate entro le quali si alterneranno talk e conferenze, workshop, laboratori, attività creative e un’area market con aziende e artigiani locali. Un altro dei punti forti della “scelta dal basso” in grado di dare la spinta a movimenti importanti; non a caso Etnantispecista vedrà la partecipazione di associazioni e rifugi, musica live, con possibilità camping e un’area food interamente vegetale. Un festival che sin dalle origini si distingue per il suo approccio intersezionale, e riconosce le connessioni tra le diverse forme di oppressione e promuove un cambiamento culturale che abbracci il rispetto per tutti gli esseri viventi e per il pianeta. Nelle intenzioni delle organizzator3 un’esperienza immersiva che prende vita all’interno di un vero e proprio “santuario per animali liberi”.

Nell’epoca antropocenica, e antropocentrica, Etnantispecista si configura come chiaro esempio su quanto si possa fare, quando si decide di schierarsi, finalmente, da una parte (memori del destino che nell’Inferno Dante riserva agli ignavi, i pusillanimi, i non schierati). “Fare” che etimologicamente rimanda alla poesia, questo bene prezioso che chiamiamo pensiero, parola, e che ci ha permesso di arrivare sin qui.
Instagram ufficiale @etnantispecista