MADE OF EARTH 3: blogdiary da CERqua, l’Umbria sopra le colline il vento

La terza tappa del progetto Made of Earth con il collettivo CESURA è CERqua che in dialetto significa “quercia” (qui), la prima comunità eolica d’Italia nata a Gubbio (PG) nel 2024.L’arrivo a Gubbio è pioggia battente. “Piove sui nostri paesaggi silvani” al posto dei visi.

La temperatura cala a 25°C mentre è l’estate più calda di sempre (agosto 2026), un’altra volta anche se ormai non ci crediamo più. Le temperature medie si sono alzate dappertutto. L’Italia tra poco, oltre ad avere uno degli hotspot climatici del mondo (dove si “misurano” i cambiamenti in atto del clima) avrà i monsoni, magari, gli tsunami, nonostante il Mediterraneo sia un mare chiuso. Lo zero termico in montagna fra un po’ salirà oltre i 3000 metri.


Per trovare un poco di refrigerio in estate dovremo andare a 4000 metri, dove inizia la diminuzione dell’ossigeno. Non tutti ce la faranno. Chi soffre di mal di testa, per esempio. A 4000 metri l’unica cosa che puoi fare per sconfiggere il mal di montagna è mangiare carboidrati, tappare lo stomaco prima che si accorga che sei troppo in alto. Una metafora degna di Icaro. Cadere stiamo cadendo, nell’emergenza climatica che non è più emergenza ma realtà. Mentre alcuni invocano – di nuovo – il nucleare mentre abbiamo già le rinnovabili. Come CERqua, prima comunità energetica eolica d’Italia, nata dal basso da un’intuizione di ènostra: Cooperativa energetica.


Federico il presidente di CERqua mi aspetta per portarmi sotto la pala, 70 metri, ingombro totale nemmeno 100, la pala gira dopo il temporale. Gira e produce energia pulita per 850 famiglie, ci sono imprese, una chiesa persino, che beneficiano dell’uso di questa energia prodotta su questo territorio – Gubbio, una delle molte bellezze del paese, centro medievale e colline, alberi a macchia, cielo sgombro, anche se l’aria è viziata dai fumi di due cementifici, molti i tumori in valle, chissà che vi sia una correlazione tra quel che si brucia negli altiforni e la salute della gente che qui ci vive?


Mentre parliamo sotto la pala eolica di ènostra, Federico mi parla di quanto bisognerebbe cambiare mentalità, incontrare le persone, spiegare che produrre energia pulita è “a portata di mano”, di tutti, è quasi facile, quando hai progetti e capitale. Per questo funziona, qui, in una delle regioni centrali del nostro Paese indietro nella transizione energetica, che è economica quanto ambientale, sociale quanto strategica per il ruolo che vorremo giocare per il futuro. Nostro e dei nostri figli, le prossime generazioni, che sanno, hanno consapevolezza. Spesso invece manca a noi, ai più “esperti”, a noi che siamo cresciuti nel cosiddetto progresso che però ha prodotto spazzatura, plastica nei mari, che sta compromettendo il clima globale, surriscaldando il pianeta.
Mentre scriviamo questo articolo, tardano ancora ad arrivare i finanziamenti del Gestore dei Servizi Energetici (Ministero dell’Economia e Finanze) alla Comunità energetica, leggi aggiornamenti qui.


Dopo aver discusso con Federico di dove bisognerà andare nei prossimi anni per sfuggire alla crisi delle pianure – sperimentare nuove forme di resistenza al clima andando di nuovo in montagna, diventeremo “partigiani climatici”, e ancora: recuperare territori e istanze locali, autonomia energetica e libertà – scendiamo in centro a Gubbio, al pub “The Village”, sembra uno di quei pub antichi, belgi, olandesi, scozzesi, i banconi di legno e le sedute, i tavoli, il parquet, l’intavolato a terra, tutto parla la lingua comune dei profumi del mondo. Anche se, guardando alla follia intorno, dello stare insieme ci si domanda cosa resta? Anche il The Village manda avanti il pub con l’elettricità prodotta dalla pala eolica di ènostra, energia pulita. Tutto è ancora possibile, forse, tutto si può fare, basterebbe volerlo.