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“Io, la natura, i fumetti” – un’intervista a Barroux

 

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Pittore, autore, illustratore, Barroux – il cui nome per esteso Stéphane-Yves Barroux – nato a Parigi, classe 1965, è uno degli artisti europei più considerati, anche in America dove collabora, o ha collaborato, con The New York Times, Wall Street Journal, Popular Science, Interactive Week, Forbes Magazine.
Lo intervistiamo su temi ambientali, a partire dal suo Quanti alberi ci vogliono? (Edizioni Clichy, € 15,00; nella stessa collana “Carrousel – Albi illustrati per bambini” le Edizioni Clichy propongono fra gli altri il classico-contemporaneo sulla vergogna e la diversità, La mia maglia color Panda e Dov’è la stella marina, silent-book per sensibilizzare i più piccoli al tema dell’inquinamento).
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1) “Il piccolo2 delle cose è spesso sottovalutato, cosa significa guardare il micro-mondo, quale dimensione aggiunge?
«Il senso del dettaglio, a volte, permette all’illustratore di raccontare una storia nella storia. Permette anche ai lettori di scoprire, dopo diverse letture, piccoli dettagli nascosti qua e là».

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2) Disegnare, scrivere, leggere. Si tratta di attività generalmente legate all’età scolastica. Al contrario, noi adulti ci rendiamo conto, in tempi di pandemia, che è forse uno sforzo di immaginazione che ci farà ricostruire un’idea (ormai interrotta) di futuro. Se dovessi disegnare il futuro, come lo immagineresti?
«Disegnerei un futuro colorato, vivace e creativo. Sta a noi illustratori, autori, poeti, musicisti, ecc. crearlo, reinventarlo. Ci sono ancora così tante cose da fare, così tante strade da esplorare».

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3) I fumetti stanno vivendo un momento d’oro. Il disegno è forse una delle nuove professioni di domani: lei ha iniziato ieri, oggi è un insegnante, cosa direbbe a un bambino-allievo: da dove si comincia a disegnare e perché?
«L’illustrazione è una passione. Consiglierei a un giovane illustratore di lavorare bene sui suoi schizzi prima di lanciarsi nelle illustrazioni finali. Le illustrazioni finali. Pensare alla luce, al paesaggio, ai personaggi, all’atmosfera… Cominciare a scrivere le proprie storie… illustrare i testi degli altri è sempre una buona cosa, ma anche illustrare i propri testi. Offre ancora più possibilità».

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4) Nelle sue opere, ci sono esseri umani ma anche molta natura. Quanto è importante la natura nel suo lavoro?
«La natura è sempre stata un personaggio dei miei libri. Più passa il tempo, più la natura ha bisogno di essere protetta come un animale in via di estinzione. Dobbiamo lottare per questo, per difenderlo. È così facile non fare nulla. Quindi reagiamo, mettiamo la natura al centro delle cose, è primario».
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5) A quale domanda sta cercando di rispondere con la sua arte?
«Poesia. Poesia è la parola-chiave, mettere la poesia in tutto. Nei miei libri, attraverso le storie, le ambientazioni, i personaggi, cerco di creare un certo ‘spostamento’ per creare poesia. Anche la modernità, con ogni libro cerco di sfidare me stesso per trovare il miglior stile, o la migliore tecnica, che serve per far leggere al meglio la storia».

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