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blogdiary: Madeira 1 e 1/2

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Madeira. In middle of nowhere, mi ha detto ieri sera André quando è venuto a prendermi. Un po’ scherzando un po’ no.
Te ne accorgi mentre vai a 100 km/h per strade sgombre, lampioni in giro come lanterne cinesi. Madeira è fatta tutta di saliscendi.
Ieri è stato tutto viaggio, Malpensa-Lisbona (oceanario)-Funchal. Sull’ocenario di Lisbona ci sono cose da dire, vederlo però con Tomas è stato prezioso, scoprire quante persone e società e associazioni nel mondo si stiano battendo per la salvaguardia del mare, della Natura, in generale, in qualche modo dona fiato, anche mentre non ne abbiamo, dopo 2 anni di pandemia.
All’oceanario tra le altre mostre, il bellissimo docu-film di Maya, il progetto ONE sul mare visto dai molti punti di vista: il pescatore, il sub, l’anziana del villaggio (qui il trailer del making-of: dal vivo viene proiettato su 2 schermi con immagini diverse).
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La prima notte la passo al Nature Inn, Chão da Ribeira Seixal – Porto Moniz, in pieno Madeira Natural Park, 80% di umidità, a 480 metri s.l.m.
Nuno e Luisa a cena (era ieri sera, di qui il 1/2 del blogdiary) accolgono l’ospite con vino in tavola, Espertada (una sorta di spiedino di carne alla brace con l’onnipresente alloro dell’isola), pomodori dell’orto.
Dormire al  nelle tende-yurta, per meglio dire “tepee” di Nuno significa dormire in un hotel sotto milioni di stelle.
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Stamattina con Gonçalo trekkinh lungo la Vereda do Fanal: 700 metri di dislivello, nebbia e boschi di spiriti, silenzio: è la foresta di alloro, 11 km di marcia, 3 ore di saliscendi, al ritorno lungo il Camino das Voltas.
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Mentre scrivo è pomeriggio inoltrato – un’ora di fuso in meno rispetto all’Italia – l’oceano sbatte contro le rocce sotto lo studio di Rui Nelson a Seixal. Appena tornati dal kayaking nell’oceano Atlantico con Alejandro del Clube Naval do Seixal: prima dentro una grotta a cercare l’eco nel buio, poi a vedere le cascate naturali, quindi verso Hole on the rock in pieno oceano, un foro tra le rocce vulcaniche, una sorta di atollo dove le onde si infrangono piano, e Rui viene spesso di notte da solo a guardare le stelle. Sotto i kayak ci sono 30 metri di profondità, sarebbero un paradiso per chiunque volesse fare snorkeling e diving. Non ci sono squali qui, al largo forse orche, mi racconta Nuno. Per ora, nuvole e il rumore del mare aperto.

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Tra poco si va a cena: il giorno chiude anche a Madeira, pesce e vino bianco dal padre di Alejandro, domani ci si alza presto. Dal nord-ovest dell’isola si comincia la discesa. Prima tappa, Rocha do Navio.