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Il prossimo step degli aerei per l’ambiente: il PhD easyJet-Poli

Herve Gousse MasterFilms
Herve Gousse MasterFilms

Le macchine con cui viaggiamo, gli aerei con cui torneremo a volare (fortunatamente, in maniera diversa, e speriamo non più in modo massivo), quando prenderemo la navi, sbarcando in atolli e continenti distanti: il prossimo step che dovremo imporci, quando questa pandemia ce lo permetterà, è la consapevolezza ambientale.
E se c’è un bicchiere mezzo pieno riguardo gli effetti del covid-19 sull’uomo, è che siamo già tutti più coscienti del fatto che occorra drasticamente ridurre l’impatto ambientale della razza umana sul pianeta. Organizzarci, volare, scegliere oggetti che non intacchino ulteriormente le riserve della Terra,, che per contro può fare benissimo a meno di noi: sharing, circular e doughnuts economy, “riciclare sempre riciclare tutto” come diceva un amico editore.
Un segnale positivo che riguarda il prossimo futuro del traffico aereo viene in questi giorni dall’accordo fra easyJet, primo vettore aereo a imporsi una regola di compensazione per i voli (pianto alberi per compensare la CO2 prodotta), e il Politecnico di Milano.
“easyJet e Politecnico di Milano School of Management, partirà un percorso di dottorato Executive in Management Engineering tra i primi in Europa con focus sulla sostenibilità nel settore aereo. Oggetto di ricerca saranno le sfide e le opportunità presentate dall’innovazione tecnologica in quest’ambito, con particolare attenzione a come le compagnie aeree possano contribuire alla decarbonizzazione del settore e a ridurre gli effetti del cambiamento climatico”, si legge nel comunicato.
Un piccolo passo, speriamo producente effetti, verso una direzione free carbon del mercato dei trasporti aerei (che produce circa il 2% delle emissioni totali di CO2)

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“La transizione verso sistemi industriali più sostenibili e circolari è un processo inarrestabile e per l’aviazione commerciale rappresenta al contempo una sfida ed una grande opportunità. Non si tratta solo di innovazione tecnologica, ma di una complessiva trasformazione dei modelli di business con impatti sistemici a livello di settore che porterà alla nascita di nuove filiere” commenta Paolo Trucco, docente di sistemi industriali della School of Management e responsabile del progetto di ricerca con easyJet.
Il percorso di dottorato, di 4 anni, sarà intrapreso dal pilota easyJet Diego Babuder.
In attesa di vedere gli sviluppi del progetto di Airbus che vorrebbe sviluppare entro il 2035 un aereo commerciale a zero emissioni: gli ZEROe alimentati da idrogeno e il Wright 1 della start up Wright Electric (finanziata anche dalla NASA) completamente elettrico per viaggi a corto raggio.