la bambina dimenticata dal tempo

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Fergus trova il corpo di una bambina sotto terra, mentre insieme allo zio Tally scorrazza per le colline in cerca di un po' di torba da rivendere.
Irlanda del Nord. Tempi difficili per Fergus McCann, e non solo per i suoi diciotto anni. Difficili soprattutto perché il Fermanagh è territorio di confine. Sono i giorni dell'IRA, delle bombe "fratricide" nella Gran Bretagna della Lady di ferro Margaret Tatcher, degli scioperi della fame degli attivisti politici, subito dopo la morte di Bobby Sands.  
Inizia da qui "La bambina dimenticata dal tempo", libro vincitore della Carnegie Medal 2009. Storia e fiaba contemporanea di Siobhan Dowd, autrice prematuramente scomparsa nel 2007. Pubblicato dalla piccola e attenta casa editrice Uovonero (2012, Euro 14).
Il ritrovamento della "bambina dimenticata", che si scoprirà poi risalire al I secolo d.C., diverrà il clic che farà scattare l'intero meccanismo intorno al ragazzo.
"Un giorno l'unico confine sarà il mare, e l'unica cosa che lo sorveglierà saranno le dune, e l'unico popolo che vi abiterà saranno i Repubblicani. Un giorno, Fergus". Lo zio Tally profetizza i giorni che verranno. Ma tutte le profezia hanno un prezzo da pagare.
La madre è una donna ormai piegata dagli anni, ma ancor di più dal destino che sembra avere segnato per sempre il corso della vita della famiglia McCann. Joe, l'atletico fratello maggiore di Fergus, è infatti in prigione. Membro dell'IRA sta scontando la pena in carcere. E qui inizia il suo calvario, lo sciopero della fame per motivi politici (su cui il regista Steve McQueen ha basato il pluripremiato film "Hunger" con Michael Fassbender – v.trailer sotto).
Eppure Fergus, che tutte le mattine va a correre, ha una vita "normale". La vita con le due sorelle piccole, il padre scontroso, la scuola, Padraig l'amico di barzellette e pinte al bar di Tally, gli esami e la scuola di guida. E un sogno. Abbandonare per sempre quei territori piagati dagli scontri, quella terra bagnata di sangue. La stessa terra che duemila anni prima ha ucciso la bambina.
Ma niente è come sembra. E così, mentre le datazioni al carbonio svelano una verità diversa sull'identità e la vita della piccola, Fergus troverà l'amore in Cora, figlia dell'archeologa che sta esaminando il corpo che lui stesso ha portato alla luce. Una verità che sembra scendere sui territori dell'Irlanda del Nord come un raggio di sole.
Una luce che però durerà molto poco. Joe si sta lentamente spegnendo in cella, obnubilata dalla sua verità assoluta, Fergus è costretto da un amico del fratello a fare delle strane "consegne" superando posti di blocco. E qui conoscerà Owain, il soldato del Galles che, trombone in mano e sigaretta, gli farà capire quale sia la portata delle parole, il senso di fratellanza che si può raggiungere anche col nemico (ma chi è il "vero" nemico?)
Siobhan Dowd è una scrittrice che ha avuto poco tempo per raccontare tutto quello che il suo talento avrebbe ancora potuto esprimere (quando è scomparsa, aveva quarantasette anni):
I suoi romanzi parlano del tempo, ma ancora di più di come questo ci trasformi, e contemporaneamente di quanto siamo noi stessi a poterlo trasformare.
In questo romanzo, forse meno ispirato anche se più impegnato de Il mistero del London Eye (edito sempre da Uovonero), Dowd descrive paesaggi che nascondono storie, e storie che svelano paesaggi, anche e soprattutto quelli interiori dei protagonisti. 
Non è un romanzo di "salvezza" però, questo di Siobhan Dowd. Qui si perde. Non è illusione, ma vita reale. Piuttosto, tutta la rincorsa di Fergus, che sia per scavalcare i monti sui quali corre, così come per superare gli ostacoli che la vita gli metterà di fronte, conoscerà infine una direzione. La partenza. Come condizione di scelta. Per ciascuno. Per Fergus gli studi da dottore. Per gli altri chissà… In ogni caso, la partenza è punto di inizio. Salpare significa, infine, trovarsi.
"Nuovi posti e nuovi volti si sarebbero scontrati coi vecchi. Le lettere sarebbero andate avanti e indietro portando notizie e conversazioni. Il Fergus che sarebbe tornato per Natale sarebbe già stato diverso. Aveva davanti anni di cambiamento. Gli studi, i libri, esami, argomenti, teorie. Le battute e le pinte, risate, baci e canzoni. La vita era come correre, novanta per cento sudore e fatica, dieci per cento gioia".
Un'autrice da scoprire. Buona lettura.

Il trailer di Hunger