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villain comics: un nuovo (giovane) progetto editoriale di fumetti

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Villain comics è in arrivo il nuovo progetto editoriale formato da giovani e talentuosi disegnatori che verrà presentato al prossimo Comicon di Napoli (28 aprile – 1 maggio)…
«La Villain nasce dall’idea di sei sceneggiatori con qualche esperienza alle spalle (John Doe e Dago su tutte), che nonostante questo vagano per le fiere trascinandosi dietro la pesante etichetta di (quasi) “esordiente” che, nel mercato italiano, vuol dire essere condannati a non pubblicare mai… Visto che, se sei un esordiente, nessun editore ti pubblica perché non vuole rischiare, quindi resti esordiente a vita.
Stanchi di questa situazione e con le idee ben precise su quello che vogliamo dal nostro lavoro, abbiamo deciso di fare da soli!»
Quanti siete? Breve profilo di ogni componente. In più, che supereroe è ciascuno di voi?
«Siamo in sette, Bruno Letizia: è l’unico autore completo del gruppo. Di sicuro il più esperto, come Nightcrawler appare (nel senso di «pubblica») dappertutto, quando meno te lo aspetti.
Giulio Antonio Gualtieri: attualmente scrive Caravaggio con Roberto Recchioni (Aurea Ed.): nessuno l’ha mai visto perdere il controllo, proprio per questo temiamo tutti il giorno in cui accadrà, convinti che ci troveremo davanti un mostro verde ansioso di spaccare tutto (Hulk ndr).
Roberto Cirincione: per uno strano scherzo del destino è nato a Roma ma trasuda USA da tutti pori, non può che essere il nostro “Cap”, Captain America.
Michele Monteleone: il più giovane del gruppo, ha alle spalle un John Doe… Come Johnny Storm (La Torcia Umana dei “Fantastici 4” ndr) le spara grosse ed è pieno di donne, o almeno dice così…
Francesco Trentani (da Ronciglione): di giorno è un impiegato modello, poi appena trova una cabina del telefono si trasforma in autore arguto e competente, con una supervista che gli permette di svariare alla velocità della luce per tutti i generi narrativi (Superman ndr).
Stefano Marsiglia: ha fatto un po’ di tutto nel campo dell’editoria e della comunicazione (copywriter, editor, scrittore di libri sul calcio), si sente un po’ Dago, che non è un supereroe ma vaglielo a dire tu se ne hai il coraggio (a Dago, non a Stefano)!
Infine, Roberto Recchioni: dall’alto della sua esperienza in qualità di autore e di autoproduzioni, si occupa di revisionare i testi ed elargire preziosi consigli. Per il ruolo che ricopre e il piglio è il nostro Nick Fury.»
Aprire un’etichetta indipendente sul mercato editoriale nel peggiore anno (non solo editoriale) che la storia ricordi, è questione di follia o nessuno di voi ha capito il concetto di “tempismo”?
«Potremmo chiederti se hai mai sentito il fruttivendolo dire che questa è una grande annata per la zucchina; o il macellaio affermare compiaciuto che, da quando esiste l’arte dello squartamento a fini commerciali non si sono mai vendute tante costolette. Oppure potremmo rispondere che qui in Italia la crisi c’è da decenni, e che se dài retta a PIL, SPREAD, MIB & Co. fai i bagagli e corri in India a intrecciare collanine.
Ma noi siamo “Villain” e quindi ti diciamo che se c’è una cosa di cui non siamo a corto in questo paese sono i lettori di fumetti, forse però non tutti i prodotti sul mercato sono in grado di catturare la loro attenzione.
I numeri del fumetto italiano sono comunque importanti, per non parlare della nostra tradizione. Le tante fiere che si svolgono ogni anno (alle quali occorre sempre un folto pubblico) danno la possibilità a realtà come la nostra di lanciarsi sul mercato senza passare per le forche caudine della distribuzione tradizionale, almeno inizialmente.
Quello che manca è il coraggio di puntare su personaggi forti, a volte fuori dagli schemi, e di sfruttare appieno le potenzialità dei vari generi narrativi, spesso mortificati in trame timide e incanalate secondo i dettami del fumetto popolare o della graphic novel fighetta che tanto piace agli hipster.
Non abbiamo nulla contro fumetti popolari o graphic novel, anzi. In entrambi i campi ci sono prodotti eccellenti. Ciò non toglie che pensiamo che servirebbe rischiare un po’ di più, ed eccoci qua. Comunque sì, in effetti hai ragione tu. Siamo pazzi. Completamente.»
4 nuovi fumetti, che presenterete al prossimo Napoli Comicon. 4 cover realizzate da disegnatori importanti. Di che parlano le vostre 4 storie e in particolare:
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Se sei vivo spara!
Testi e disegni di Bruno Letizia – Cover: Fabio Listrani
Ma i vampiri dopo tutto questo tempo ancora non sono morti (narrativamente parlando)? E soprattutto, qui l'innovazione è l’ambientazione western… Perché? (dopo Sergio Leone non esiste nessuno, tranne forse Clint Eastwood)
«Purtroppo i nostri amici vampiri se la passano male di questi tempi. Oramai sembrano mammolette, per giunta rinchiuse dentro dei simil Grand Hotel pi eni di erotomani intenzionati a deflorare fate! Bisogna ridare un po’ di dignità a questi poveracci. Per quanto riguarda il western-horror, è un genere che ha i suoi precedenti nei fumetti, basta pensare a Garrett proprio di Roberto Recchioni o a Jonah Hex della DC Comics. Detto ciò anche il western è una tradizione che merita di essere rinnovata, e chi poteva farlo se non noi della Villain?»
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Nerd Uniti! di Michele Monteleone e Roberto Cirincione – Disegni: Carlo Alberto Fiaschi – Cover: Wherter Dell’edera e
Gabriele Dell’Otto
Qualcosa sta cambiando nei
fumetti degli ultimi anni:
Kick Ass è un ragazzino sfigato senza poteri, Cavaliere Oscuro un personaggio molto cool ma pur sempre umano… questa storia racconta di super “nerd”: sembra che i personaggi delle storie supereroistiche si stiano spostando verso modelli sempre meno “vincenti”: è colpa del Capitalismo, della cronaca o dello strisciante senso di inappartenenza patriottica che serpeggia ovunque e che presto verrà però colmata da un eroe in calzamaglia rossa con un tank steampunk (ci si riferisce qui all’esilarante mini-storia presente in fondo a “Nerd Uniti!” che ritrae un Garibaldi in improbabile tenuta da vendicatore ndr su ndr)?
«È colpa dei simboli di giustizia che, nel tempo, hanno perso il loro smalto o addirittura mostrato il loro “lato oscuro”. Basta pensare alla fine dell’egemonia americana, ma anche al fallimento stesso dell’economia capitalista che ne era lo scudo (e il martello). Così, insieme alle quotazioni azionarie e alle due Torri, nella sua caduta l’America si è portata dietro i suoi eroi intoccabili e incorruttibili. Superman è quasi ridicolo, Batman resiste proprio perché è sempre stato “solo contro il mondo”. In realtà in Nerd Uniti! i nostri due protagonisti tentano qualcosa d’improbabile, se non impossibile, ovvero ritornare a un ideale “puro” di eroe. Per quanto il soggetto paia strizzare l’occhio alla moda del momento, in realtà abbiamo voluto rendere un grande omaggio agli eroi della nostra infanzia.»
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L’Anna Kournikova di Michele Monteleone e Stefano Marsiglia – Disegni: Marco Digloria – Cover: Roberto Recchioni
Disegni efficaci, sesso, malavita, sparatorie, inquadrature degne di 
Lupin III… la vita è una giocata d’azzardo?
«Nel poker alla texana l’Anna Kournikova è la mano con Asso e Kappa coperti, una mano bellissima ma che non vince mai, come la tennista. La nostra idea è che molto spesso nella vita ci si trovi con un’Anna Kournikova in mano, un punto che a prima vista può sembrare invincibile, ma che spesso ti lascia in mutande.
La nostra storia parte proprio da questo: cosa se ne fa un perdente di una mano fortunata? Saprà giocarsela fino in fondo, o non reggerà la pressione?
Aggiungi il desiderio di raccontare una Roma criminale più simile a un set di Tarantino che a quello di Romanzo Criminale, una passione innata per il noir e le tipe con le tette grosse… e il gioco è fatto!»
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Addio alle armi di Giulio A. Gualtieri e Francesco Trentani, Disegni Valerio Nizi – Cover: Valerio Schiti, Vega Guerrieri
Da Blade Runner abbiamo imparato che c’è sempre qualcuno che ha visto più cose di noi. Cosa rimane da vedere, con i fumetti? (e con la fantascienza… che mondi ci sveleranno questi due linguaggi?)
«Con il fumetto rimane tantissimo da vedere, ma forse l'essenziale è sempre stato sotto i nostri occhi. È, infatti, nel solco della tradizione del fumetto italiano popolare che nasce “Addio alle armi”, viscerale dichiarazione d’amore al mondo del cinema e della letteratura di genere. In questo caso abbiamo fuso il noir con la fantascienza, che inventa mondi lontani per parlarci del nostro. Basti pensare che i protagonisti della storia sono stati bambini nella nostra epoca: sono, o potrebbero essere, i nostri figli.»