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il genio del violino

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La musica come linguaggio, uno strumento quasi diabolico, una ragazzina alle prese con i titani della classica. Non è un nuovo avvincente thriller nord-europeo, ma i pochi certi elementi che compongono i giorni di Anna Tifu, “genio” del violino.
La incontriamo dopo il concerto I Pomeriggi Musicali al
Teatro Arcimboldi diretto da Aldo Ceccato. Dopo che, come la giovane protagonista del film Il concerto di Radu Mihaileanu (regista dell’ironica pellicola sulla Shoah Train de vie ndr) ha eseguito l’opera 35 di Pëtr Il'ič Čajkovskij, il Concerto in Re maggiore per violino e orchestra «Tutti i grandi film non sarebbero ciò che sono se non avessero una grande colonna sonora, penso a Dottor Zivago… Il concerto è un intero film sulla musica di Čajkovskij che farà avvicinare molte persone alla classica».
Nel film, la classica è equilibrio e follia «Ci vuole passione: non so se la musica “salvi”, ma aiuta». Ma nella vita se non suoni un giorno non succede niente, se non suoni per 4 giorni se ne accorgono tutti «nel film, i musicisti si ritrovano a suonare dopo 30 anni: è impossibile! Bisogna studiare tutti i giorni».
Cos’è talento «esprime la genialità e la creatività: un compositore come Mozart ha scritto le sue maggiori composizioni dagli 8 anni in su, Wagner era più cerebrale, ha raggiunto la sua maturità più tardi. In generale senza talento è inutile applicarsi, non si arriva da nessuna parte». Anna, da Cagliari, dopo 3 anni a Philadelphia e un anno a Parigi, invece è arrivata alle platee del mondo. Ma, dice «è stato il violino a scegliere me».

Trailer de Il concerto di Radu Mihaileanu


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Lei ha iniziato a 6 anni, padre violinista «lo sentivo suonare, così ho iniziato: dopo un anno, riuscivo a eseguire pezzi che si riesce a fare dopo 5». Il papà primo dei maestri, poi «Salvatore Accardo: cerebrale, dedito al controllo e ai passaggi tecnici; in America, Aaron Rosand: libertà e personalità. Ma poi si impara dagli errori: sono io che decido come suonare». Gli strumenti permettono all’uomo di costruire il mondo «il violino, e il violoncello, sono gli strumenti che più si avvicinano alla voce umana». Poi il suono «è personale: Arnold Shering, Isaac Stern… tutti i violinisti hanno un suono tipico che non viene dallo studio, ma parte dall’identità».
Classica precaria, ovvero suonare il violino nell’Era del turbo-capitalismo «Vivo come tutte le ragazze, mi piace ballare, andare al cinema, non mi pesa la “differenza” del violino…».
Anna è “oltre i parrucconi” «ai concerti importanti mi vesto con l’abito da sera, ma nelle scuole mi vesto cool». Musica di oggi «Il mio gruppo preferito sono i Muse, simili a
Rachmaninoff… e poi Britney Spears e Lady Gaga». I compositori preferiti «Mozart per la genialità; Bach, primo sul genere barocco; Brahms, che ha scritto uno dei tre più bei concerti per violino; Šostakovič, per la musica profonda, legata a un periodo storico difficile; e poi Beethoven, perché è Beethoven!».
Tecnologia: la legge inversa degli strumenti «il livello di Stradivari o di Guarneri non si può più raggiungere (il violino Guarneri del Gesù è considerato il più costoso violino del mondo: stimato circa 5 milioni di euro ndr). I violini costruiti oggi forse saranno preziosi tra 200 anni…».
Il musicista come figlio della contaminazione «nel mio lettore mp3 ho bisogno di altra musica. Bisogna sempre ascoltare generi diversi dal tuo perché ti possono aiutare a scoprire altri confini».