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state of play

Dove va il giornalismo ai tempi di Internet, e come si risolve la compatibilità dei ruoli in un’epoca in cui le “alleanze progettuali” tendono d assottigliare gli ambiti, in cui tutti sono legati a tutti, in una progettualità diffusa, che se cambia qualcosa però entra in collisione?
Sonia Baker, capo-ricerca di un politico idealista (Ben Affleck), sta controllando le attività di una multi-società del settore difesa/armi. Una mattina viene uccisa. La società sulla quale il politico indaga ha quasi preso il monopolio nel settore, con giri da 40miliardi di dollari. Un giornalista del Washington Globe, Russell Crowe, indaga sull’accaduto alla ricerca delle connessioni reali dietro assassinio (anche infrangendo le regole di collaborazione con la polizia) e relazioni tra il politico, suo vecchio amico del college, e la giovane ragazza uccisa. I media si concentreranno sulla relazione extra-coniugale del povero onorevole, che così rischia di venire infangato. Mentre il giornalista d’assalto, coadiuvato dalla giovane collega dell’online, segue le tracce che lo porteranno a scoprire ben altro.
Un film più spy-story che giornalistico, in cui però alcune domande vengono sollevate e si inizia a intravedere quali possono essere i rapporti tra carta stampata e online (mentre Murdoch inizia a costruire i giornali pay-per-view). Quali sono le regole e i rapporti difficili di una professione al cambio epocale (anche se la carta stampata dal film esce cinica, preparata e ferma), i problemi veri sembrano essere anche per il giornalismo nuovi modelli di business…
E quando la giovane giornalista dell’online, che fa squadra con lo smaliziato Crowe, gli chiede “Non abbiamo infranto la legge?”
Crowe/Call risponde “No. Così si fa dell’ottimo giornalismo!”.