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nova vola verso la luna: jaaaz!

 

Capita ancora, mi è sembrato di essere come negli anni Cinquanta a New Orleans, che ti aggiri per le strade, e allora senti. Musica, ritmo che va, facile. Come aria al mattimo, e un buon caffé, al risveglio, pochi biscotti per non appesantirsi, che ti alzi e l'aria è densa di rumori: capelli sconvolti e il prurito mentre sbadigli.
E' capitato così con il gruppo Gipsy-Swing, Balkan&Romanian, Folk aus Berlin Nova fliegt sum Mond che, più o meno, si potrebbe tradurre come "Nova vola verso la Luna".
In formazione, per strada, suonavano, belli al sole, su un marciapiede. Intorno, duecento persone, bambini, che ballavano "al ritmo del jazz" (cit. dagli Aristogatti, e in questo Romeo e Scat Cat avevano proprio ragione: vedi video): il ragazzo ai fiati, che suonava con addosso solo un paio di pantaloncini da calcio amaranto, strepitoso; il ragazzo al contrabbasso, serio ed elegante; batteria che percuoteva il tamburo, picchiando preciso, vestito come un ragioniere appena uscito da Fight Club; e poi lei, lei con quella voce amplificata da un megafonino-giocattolo, bianco e giallo, un po' pin-up un po' deliziosa un po' maschera sulla pista d'atterraggio su un altro pianeta, l'astro satellite appunto. Musica luminescente, crateri di tempo che si allargano, aria frizzante e piedino che ti parte da solo, senza che tu possa farci niente. Un condensato di leggerezza con un coefficente di bravura. Di quelli che ti fanno pensare che non tutto è madame clone di Madonna, Lady Gaga: altro che classifiche e hit!
I Nova fliegt sono piccoli dirigibili in volo verso lo spazio, esploratori con gli occhialini da piloti e in testa il casco di pelle, giacca con le stellette e il gagliardetto da veterani, baffetti impomatati, in attesa di una bella serata con la signorina bellissima e pettinata come una star di Hollywood; di ritorno da una missione impossibile, bicchiere di champagne in mano, finalmente raffinati. Come Jules Verne per la letteratura. Dalla Terra alla Luna.
Non tutto è perduto, forse. Basta guardare il piccolo, invece che il grande (bluff).