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un video per i desaparecidos

«Mi chiamo Virgilio Leret Ruiz, sono pilota, capo delle Forze Aeree della zona orientale del Marocco. Mi rifiuto di appoggiare la sollevazione; e, all' alba del 18 luglio del 1936, i miei compagni mi convertono nel primo militare assassinato per aver compiuto il suo dovere. Non ho avuto un processo, né un avvocato, né una sentenza. Le mie figlie continuano a cercarmi. Fino a quando?». Rumore di una fucilata. Il volto di Pedro Almodóvar si dissolve. E' una delle tante voci di personaggi "famosi" che hanno contribuito alla realizzazione di un video ispirato all'antologia di Spoon River: un video di quasi 10 minuti (pubblicato anche su YouTube) con 15 tra i più noti artisti spagnoli, vestiti di nero. Una carrellata di personaggi che danno voce e volto ai desaparecidos le vittime della Guerra civile spagnola e della successiva repressione franchista.
Un ricordo, dunque, per estensione ai figli dell'Argentina e del Cile soprattutto, gli "scomparsi" uccisi dai regimi dittatoriali per motivi politici.
Immagini che riemergono le pagine peggiori del Novecento. Che in un momento storico come quello attuale, in cui lo spettro delle destre al governo lascia presagire scenari distopici prossimi futuri, pone il problema della memoria dell'informazione.


Per chi non l'ha visto ancora, il film Imaging Argentina