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l’orto dei tu’rat

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Salento. Terre brulle aride, battute dal vento, a rischio desertificazione. Forse l'avanguardia di un'ennesima catastrofe silenziosa. Vento di sud, vento di mezzeria, Mediterraneo terra di raid in questi giorni. Eppure. Arrivati a Ugento, da lontano la terra si incontra con la memoria di questi luoghi, di pasta di miele e spezia araba. Dodici mezzelune a pietra a secco disposte sui campi, a irrigare un'area altrimenti riarsa. Sono i tu'rat, costruzioni di memoria antica che, usando le parole di Milena Magnani, "spremono acqua dalla pietra". Progetto di un ex studente del Dams bolognese (molti salentini sono trapiantati a Bologna, uno su tutti il poeta Antonio Verri, e molti bolognesi sono "tornati" nelle terre del Salento). Quello dei tu'rat è esperimento meticcio, di tradizione e tecnica contemporanea, di studio e matericità, di un meridione che non cerca vie di fuga, nonostante l'agricoltura, ma autosostenibilità, almeno idrica.
Milena Magnani dunque, scrittrice, è una delle (belle) teste pensanti de "L'orto dei tu'rat", dice: "Il nostro progetto ecologico è stato avviato in Salento per prelevare acqua dal vento in una zona a rischio di desertificazione… Il parco si trova nel comune di Ugento e vorremmo che diventasse anche la sede per un serio laboratorio culturale e iniziative artistiche. Per ora siamo riusciti a impiantare le prime piante che costiuiranno il giardino botanico e speriamo che tutto proceda per il meglio".
Mentre il presente parla di ennesime distruzioni, gesti antichi cercano di far sbocciare fiori anche laddove ci sarebbe solo vento, fuoco e aridità. Piccoli bagliori dal basso Impero. Che forse un giorno sgombreranno il campo, fioriranno una nuova idea di confine. E di possibilità.
Info: http://ortodeiturat.blogspot.com/