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contro le armi di distruzione di massa

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Alcuni membri del parlamento americano e inglese insieme a Brian Eno hanno promosso un incontro sulle armi di distruzione di massa.All'incontro anche Peter Gabriel, Stewart Brand, Alexander Rose… Davide Bocelli, che era al meeting, ha scritto un articolo che pubblico sotto integralmente

Prima alcuni riferimenti temporali: in Marzo il presidente Obama dovrebbe manifestare l'intenzione di giungere ad un mondo privo di armi nucleari, mantenendo una chiara strategia imperniata su un approccio sicuro, efficace e credibile di deterrenza nucleare. In Aprile si dovrebbe svolgere un summit a Washington per l'aumento delle misure di messa in sicurezza dei materiali vulnerabili presenti su tutto il pianeta. Entro l'anno prossimo il Senato americano dovrà ratificare un trattato per il bando dei test nucleari. La stessa ratifica spetterebbe a Cina, Israele, India, Pakistan, Iran, Egitto, Nord Corea e Indonesia.

Visioni del Nuovo Secolo
di Davide Bocelli

Un artista e un innovatore come Brian Eno non smette mai di pensare al mondo presente e al mondo futuro. Le sue installazioni e la sua musica sono intrise di vita e di possibilità. Non è usuale che Eno  raccolga nel suo studio – il luogo intimo della creazione – un centinaio di ospiti da tutto il mondo e impegnati nella politica, nell'arte, nella cultura e nell'economia. La causa che intende sostenere apertamente e in prima persona è quella del disarmo nucleare. Lunedì 1 febbraio 2010, Brian Eno ha ospitato "Visions for a New Century" nel suo studio di Londra con il supporto delle organizzazioni internazionali BASIC e Ploughshares Fund. Hanno parlato, oltre a Eno, Ellen Tauscher: Dipartimento di Stato USA, Sottosegretario di Stato per il Controllo degli Armamenti e gli Affari di Sicurezza Internazionale; Rt. Hon. Des Browne: Membro del Parlamento del Regno Unito, già Segretario di Stato alla Difesa;  Rt. Hon. Shirley Williams: Baronessa di Crosby e Consulente del Primo Ministro Brown sulla Proliferazione Nucleare, Professoressa ad Harvard; Joseph Cirincione: Presidente del Ploughshares Fund; Paul Ingram: Executive Director di BASIC; Rory Bremner: comico scozzese, Channel 4.
La questione delle armi di distruzione di massa e in particolare l'urgenza del disarmo nucleare sono ora in secondo piano nell'opinione pubblica e nell'attenzione dei media a causa la pressione di temi altrettanto scottanti ed altrettanto dirompenti per il futuro del nostro pianeta. I prossimi sei mesi saranno di importanza cruciale per il futuro del disarmo. La posizione del Presidente Obama è schierata contro la proliferazione nucleare e questo apre uno spiraglio per un futuro bando delle armi nucleari. È un cammino lunghissimo, ma la speranza esiste, è concreta e va coltivata.

Ploughsares Fund
http://www.ploughshares.org/vision

BASIC
http://www.basicint.org/


Bisogna ricordare che la questione nucleare non è risolta e non sta regredendo nell'elenco delle possibili cause di disastri di proporzioni drammatiche. Nella storia recente abbiamo assistito al confronto tra due superpotenze, Stati Uniti e Unione Sovietica, che hanno opposto i propri arsenali in modo simmetrico. Gli esiti più infausti di questa tensione non si sono manifestati, ma la storia registra vari episodi in cui la catastrofe è stata ad un soffio dal verificarsi. Ora si stanno manifestando nuovi scenari colmi di
prospettive preoccupanti.
Le armi nucleari sono le più letali, spietate e inumane che conosciamo. Secondo gli organizzatori dell'evento "Visions for a New Century", nel mondo ve ne sono ancora 23000, di cui 8000 pronte per
essere lanciate in brevissimo tempo. E un solo incidente può cancellare la vita sulla terra.
Il trattato di non proliferazione nucleare (Non Proliferation Treaty, NPT) ha tra i suoi firmatari molti paesi. Tuttavia alcuni tra i paesi dotati di armi nucleari non lo hanno sottoscritto: ad esempio India,
Pakistan, Israele e Nord Corea. Sappiamo anche che con il raggiungimento dell'arma atomica da parte dell'Iran, un ulteriore paese si aggiungerebbe a questa lista.
Le armi nucleari non si devono diffondere. Eliminare gli arsenali nucleari e aumentare i controlli sulle installazioni nucleari civili è la via per evitare errori catastrofici e per annientare le possibilità che organizzazioni terroristiche possano un giorno impossessarsi di ordigni atomici. L'opinione pubblica ha un ruolo importante in tutto questo. Attraverso internet, ad esempio, possiamo tutti manifestare la nostra posizione e il nostro consenso allo stop alla proliferazione nucleare in molti modi diversi. E ciascuno può contribuire attraverso il proprio impegno nella politica, nella comunicazione o nella ricerca. E non vi è alcuna ragione per non farlo. Il futuro dell'umanità dipende certamente dalla capacità della nostra generazione e delle prossime di ridurre le possibili cause di estinzione. Un mondo libero da armi nucleari è un mondo in cui c'è una ragione in meno perché questo accada.