Università. Società. Informazione. Nuovi media-linguaggi. Nuove creatività. Ne parlo con Stefano Mizzella, dottorando in Società dell’Informazione che, con un gruppo di giovani ricercatori, sta sperimentando grazie a Paolo Ferri, professore in Bicocca in Teoria e tecnica dei nuovi media, «l’Osservatorio sui Nuovi Media». Un’esigenza di studio che lega la creatività al Tempo, all’epoca di una tecnologia applicata «Abbiamo scelto un nome, NuMedia BiOs,…(che viene da) “New” - “Nu” e (da) un riferimento al “Basic Input-Output System” (BIOS)».
Molte Università e centri di ricerca negli ultimi anni hanno avviato progetti di questo tipo ma «Rispetto agli altri Osservatori universitari…, noi abbiamo deciso di puntare su un approccio metodologico qualitativo… sull’utilizzo della digital ethnography». Obiettivo: «Conoscere e comprendere le ragioni e le modalità attraverso cui sono stati visti, prodotti e scambiati, con altri utenti, i contenuti», i dati dell’on-line, la Rete. Snodo di contenuto, galassia-arcipelago dell’informazione.
«Abbiamo già avviato collaborazioni con alcune società…(si può) creare vera innovazione attraverso un dialogo bidirezionale tra accademia e impresa». La prima ricerca dell’Osservatorio è uno studio qualitativo sulla “dieta digitale” degli studenti universitari italiani: il rapporto con le nuove tecnologie, il valore del web nella vita quotidiana.