Mauro Garofalo -

Opinioni brevi

05/04/08

30 anni di goldrake

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Sbarcato su Rai2 il 4 aprile del 1978 alle 19,10 Atlas Ufo Robot insomma Goldrake esordiva sui canali italiani. Mi piacciono gli effetti delle cose, più delle ricorrenze. Ricordo che 30 anni fa a quest’ora stavo aspettando che andasse in onda di nuovo. La seconda puntata. Non avevo mai visto niente di più bello, con le sequenze della trasformazione. Actarus. E il suo robot Grendizer, con le corna e la V rossa davanti. I mostri di Vega. Paure remote dallo spazio, che ci servivano per immaginare e costruire mondi ancora prima di riuscirci, prima di provare il fallimento della fase adulta, il naturale corso delle cose.

L’avevo visto ieri sera per la prima volta, insieme a me tanti ragazzini: alla fine dell’anno avremmo chiesto tutti solo due cose per Natale: i Micronauti o il disco volante con dentro il robot dei Raggi Fotonici, dell’Alabarda Spaziale, magari il modellino in metallo. Quello più bello, non come le copie di oggi in plastica tecnologica, privi della spensieratezza costruttiva tipica degli esordi del comparto “toys”, i giocattoli. I più fortunati ci riuscivano, a me spettò un bellissimo fortino con cowboy e indiani, che a questo punto vincevano sempre (gli indiani, altro che riserve invocate dalla Lega Nord…). Almeno lì la potevo far scontare, pacificamente, a qualcuno.

In piena epoca di Brigate Rosse e spari con alzo ad altezza uomo, psicologi e sociologi (lo stesso accadeva in Francia, per la serie Goldorak, che registrava share del 100%), famiglie preoccupate per il nostro Futuro, insomma gli adulti, molti di loro, si lanciarono contro la presunta violenza degli episodi di quello che per me è semplicemente l’anime più bello che – almeno la mia personale Storia interiore - ricordi. La preoccupazione. Gli studi “scientifici”. Tutto faceva preoccupare per la nostra incolumità mentale. Forse era il momento storico che si stava vivendo. Che ci attaccava addosso paure che noi, invece, non avevamo di certo. Al massimo pensando che lanciandoci in aria, ci saremmo potuti trasformare senza problemi. Io mi feci una ferita sul polso sinistro, rompendo un vetro grande come due nemici vegani. Me la sarei portata addosso come il malessere interiore di Actarus, lontano dalla sua stella Fleed, distrutta da Vega. Come i raggi Vegatron che nella serie rischiavano di uccidere il pilota di Goldrake, l’hyppie extraterrestre con la tutina blu e rossa pacato e netto (si salverà nell’episodio 71/74 Goldrake Addio! mai trasmesso in tivu).

A 30 anni esatti dalla sua apparizione, mi piacerebbe rivedere l’intera serie. Che era il primo appuntamento “adulto” della mia generazione. Gli episodi puntate avevano uno storyboard complesso, che collegava tutte le puntate le une alle altre. Malinconia, rabbia, durata impegnativa di ogni episodio, facevano di noi ometti dall’animo impegnato – mi piacerebbe sapere che ne pensa Stefano Benni, cosa ne scriverebbe lui che ha scritto i mondi magici di Elianto e di Saltatempo.

A nessun produttore è venuto in mente di rieditare la serie Tv che inondò letteralmente l’immaginario collettivo di quegli anni. Non ho visto niente ieri che ricordasse l’esordio dell’Ufo Robot. Allora, come rappresentante di quella generazione, decreto che oggi è il Gran Giorno. E invece che continuare a scrivere andrò a rivedermi TUTTE le puntate in un solo giorno. Spero capirete…Ma nella vita bisogna fare solo le cose importanti. Goldraaaaake!

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11/03/08

eddie vedder è tornato

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Ho letto molto sull'ultimo film di Sean Penn Into The Wild, un po' ovunque. Io parlo di musica. Credo che Eddie Vedder si sia emozionato con la storia di Christopher McCandless. E in realtà anch'io. Non faccio altro che fischiettare canzoni dall'Original Soundtrack (OS, come Open Source) da quando ho acquistato il cd.
La colonna sonora a fine gennaio aveva venduto più di 200.000 copie. Eddie Vedder è stato nominato a due Golden Globe: uno per la canzone Guaranteed (miglior colonna sonora ai Grammy Award 2008) che si è aggiudicato, e l'altro per l'intera colonna sonora.
Ho risentito l'eddievedder degli inizi (la voce calma di Nothing Man, l'irrochimento mistico di Black, l'aria e la strada che cantava con i primi Pearl Jam, quando la definizione di grunge non aveva ancora corrotto nessuno, e Kur(d)t ancora saliva sui palchi in sedia a rotelle, travestito alternativamente da donna o da nerd). Ma non sono i ricordi: è la vicenda, le storie, le persone, le strade. Tutto nel film/libro su McCandless porta con sé la magia del silenzio. Una mia amica per commentare il film mi ha solo detto che ha pianto "dall'inizio alla fine".
Credo così che, alla fine, l'abbia sentita anche Eddie Vedder... La forma del vento. Il chiarore delle nuvole. Prima che tutto finisca. Perché sono i viaggi che raccontano. Sono le persone che incontriamo a renderci più umani. Ed è la verità, che rende liberi.

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07/03/08

dopo bjork, google batterà microsoft in 4 mosse?

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Pensavo in questi giorni, dopo aver parlato con il mio amico Roberto - che di mestiere fa l'informatico - che Google rappresenta "in potenza" il più grande nemico delle libertà individuali che l'Umanità abbia mai avuto. Molto più dello stesso monopolio Microsoft™, che di base è/e rimane, sempre e solo, un Sistema Operativo...
Dire oggi queste cose è fuori luogo, e anche un po' ingiusto. Google è la nuova fidanzata d'America. Ha un'immagine scintillante, creativa, giovane, positiva. Ma, pensavo, a prescindere dalle intenzioni e dai creatori, rappresenta la Pervasività Informativa per eccellenza.
Tutti i servizi di Google sono più o meno gratuiti, il Mercato/palcoscenico è il Mondo. Il prezzo di questa capacità glo(c)ale però è enorme.
Globale, il Mercato, gli utenti. Locale, sa quali sono i nostri gusti dalle singole mail - anch'io uso Gmail, mi fido... - (ma avete visto come cambia la parte di destra a seconda dell'oggetto delle conversazioni?). Mondiale, perché al centro di un sistema (mondiale) di flussi informativi. Rappresenta lo snodo di molte strade informatiche essendosi assicurata, con i suoi servizi di qualità, informazioni da tutte le direzioni (non ultimi, il metodo di "tracciamento click" e Google Maps).
Ma mentre Microsoft era mossa da uno spirito commerciale, sull'innovativo modello darwinistico del Capitalismo 2.0 «schiaccio la concorrenza». Google invece è una soluzione ideologica/filosofica e dunque, proprio per questo, allora, più pericolosa, in potenza. G non schiaccia, ma inizia a detenere/sapere tutto quello che gira sul motore di ricerca.
Google ha fatto una scelta: il "ritorno all'antico". Andare avanti tornando indietro. Come migliorare peggiorando. Se Microsoft incarnava lo spirito nuovo dell'Era Informatica/Informativa. Se nella prima fase dell'Era Elettronica c'era un unico Cervellone Gigante a cui facevano accesso milioni di utenti, nella nuova Era Tecnologica di Microsoft, dagli anni'80, ogni utente era un "centro intelligente" con il proprio Sistema Operativo (fornitogli da Microsoft). Distribuzione di carico, velocità, autonomia: criteri dell'innovazione che per molto tempo ha permesso a Bill Gates di incarnare perfettamente il modello americano del 2BNumber1.
Con Google, paradossalmente, si sta ritornando, di nuovo, all'antico. Il "Cervellone Centrale" controlla tutte le informazioni. Gli user tengono tutto online, comodo, veloce, "periferizzano" le proprie informazioni (Gmail, Google docs, informazioni commerciali, advertising gratuito) lontano dal proprio PC, al quale non importa più niente di quale software regoli la macchina. Lo stoccaggio di tutte le informazioni, Google lo fa in enormi sylos (Luci e ombre di Google, Ippolita, Feltrinelli 2007).
Google porta in sé il germe dell'asimmetria informativa di 1984. Come tutte le "rivoluzioni" (nel senso stretto di cambiamento tecnologico) portano in sé il germe della sconfitta.
Ovviamente, tutto quello di cui parliamo è solo un rischio al momento e, soprattutto, rappresenta una sola riflessione (la mia, ma non solo...).
Oggi Google è la Creatività e la Tecnologia. Ma domani?
Gli americani, comunque, sono un popolo che mal sopporta qualsiasi costrizione alle libertà personali. Ma solo perché sono una giovane democrazia...

Alcuni assunti-base per la tesi:
1) Chi controlla i saperi controlla l'Economia. Il controllo dell'informazione è un rischio anche per l'Economia, che si basa su una massa quanti/qualitativa di informazioni.
2) Non sono le risorse in sé a essere importanti, è la capacità di maneggiarle (il know-how).

E se neanche più Bjork può cantare al Tibet libero (video), dove porterà la collaborazione fra Governi dal "regime capitalistico" (?!) e le Multinazionali delle informazioni tra cui Google?

Dopo Il mondo sotto sorveglianza con Echelon (uno dei migliori Sistemi di controllo per attuare una Concorrenza sleale). Alcune riflessioni, alla luce di notizie di qualche tempo fa riguardanti l'arresto in Cina di cyberdissidenti "politicamente scorretti", grazie alle segnalazioni di Yahoo, MSN (Microsoft) e, ancora, Google! leggi le notizie repubblica(1), mytech(2), yepa (3)

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Reporter Sans Frontières si batte per la libertà di stampa

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04/03/08

babil junior

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Da qualche giorno mi gira in testa la sigla di Babil Junior. Per molti non vorrà dire niente. Per chi, come me, si ricorda dei cartoni giapponesi degli anni ’80, invece, questa serie ha rappresentato molto: il mondo in attesa della distruzione, la sintesi tra tecnologia e umanità.
Babil viene dallo Spazio/Tempo. Arriva sulla Terra dall'Antica civiltà di Babilonia. Un antefatto di mistero e creatività, che innesca stimoli, riunendo Storia e civiltà perdute. Un ragazzino, che scopre la sua strada, che aumenta i propri poteri (skill quanti/qualitativo) mentre la percorre.

BJ è una serie animata con personaggi complessi e misteriosi: Roden, la pantera nera, che costruivo anche con le Lego: la coscienza e l'intelligenza. Ropuros, lo pterodattilo cibernetico. Poseidon, il robot gigante che emerge la sua potenza dalle acque del Mare. Il Computer Centrale, cervello elettronico di calcolo di Infiniti - quasi ipotesi dell'ancora futuribile PC quantistico (di cui parleremo tra un po' in GX2.0).
Se vi capita rivedetelo...

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17/01/08

M2O e i fatti del G8 di Genova

Kissg8



(continua)...Su M2O (2 molecole di Musica, una di Ossigeno): emittente sulla quale, negli anni, ho ironizzato simpaticamente: Come si fa a sentire techno alle 7 di mattina?, mi sono chiesto spesso. Chi sono questi Cavalieri del Suono estremo a cui non spaventa un risveglio immediato?

Il format (Real Trust) che andava in onda era una storia, raccontata sul suono martellante di bassi e synth elettronici: la storia del G8 di Genova a tempo di musica.

Il taglio all’inizio mi era sembrato di superficie, la musica del resto catalizza e distoglie. Invece, le poche frasi concise incidevano fatti, persone, nomi, uno appresso all’altro. Sistematicamente, senza grosse sbavature. Come può fare un esperimento alchemico che agganci parole a suoni, al di fuori del testo-canzone...(continua)

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07/05/07

welcome 2 the cyber_world

Gundam01





ORA E QUI
iniziamo

mktg e .img prevalgono su tutto?
le zone di transizione hanno codici di accesso nascosti
if://.question
re_ply://system_bug

Piratesjpg



W@RNING:
QUESTO SPAZIO SVILUPPA UN PROGETTO DI SCRITTURA PARTECIPATA
UTILIZZA UN LINGUAGGIO OPEN_FREE

benvenuti dal collettivo:user_5 0 6

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