(intervista, più o meno, integrale e "alterata")
«Il Gameboy è uno strumento piccolo e portatile, una vera e propria workstation con cui iniziare e finire il tuo lavoro: così potevo creare in strada, senza essere legato a nessun posto fisso. Tecnicamente è un piccolo pc: hai 4 tracce che sviluppano il suono che vuoi, dagli arpeggiatori alle tavole, una serie di strumenti elettronici».
«Non esiste più uno strumento e un modo individualista di fare musica, oggi quando ti approcci a uno strumento alla base dietro ci sono delle community che lavorano alla realizzazione di strumenti che ti porteranno a sviluppare, c’è un rapporto reciproco tra lo sviluppatore e l’utente, credo esista un problema: la riconoscibilità dell'artista elettronico, molti suoni sono simili, così si produce uno stacco tra utente e musica, si dovrà trovare una mediazione tra feedback umano e tecnologia, soprattutto nei live». Il «live è un problema, nell'elettronica, nascondersi dietro a un pc non fa bene, dal mio punto di vista non ho visto realtà che propongono musica elettronica in modo completo, prendi Trentemoller, (...) un artista molto conosciuto adesso, però il suo punto di forza è unire la elettronica con uno strumento acustico per dare emotività che non riesci a dare, è a questo connubio che sto cercando di arrivare: il mio prossimo lavoro con i GNU Quartet va in questa direzione, nell’interazione tra archi, strumento classico per eccellenza, con molte influenze videogame, principalmente Gameboy e qualche suono di Commodore 64».
La
vera tecnologia è il passato. «È la limitazione che, in qualche modo, stimola
la creatività: quando hai meno possibilità, cerchi di ottenere il massimo da
quello che hai, e questo vale anche nel design. Nel processo artistico oggi
rientrano molte cose, anche il prodotto-cd, il suo packaging. Oggi ha
importanza tutto, compresa la capacità visiva del musicista. Entri nel processo
creativo, completamente, collabori con artisti visuali o designer, e devi
rappresentare un'idea artistica tua piuttosto che un disco di musica, è un'arte
totale». La musica di Postalmarket è strumentale «Io mi ispiro a quello che
vedo: i titoli vengono in mente a seconda delle immagini, e se mi colpisce un
tema particolare della realtà».
«Per il progetto Torino Sistema Solare - una campagna contro la cocaina e la mafia - ho realizzato un pezzo su cui il videomaker Luca Lumaca ha costruito il videoclip che appare all'interno della videointervista: un’applicazione teorica con un’interfaccia efficace».
«Nelle collaborazioni i mondi si incontrano per per affinità e immaginari simili, così riesci a trovare un risultato immediato, senza calcoli, e per progetti coordinati, non per interesse. Non mi sono mai chiesto se volevo fare l’artista: è l'unica cosa che mi fa essere me, più che stare con le persone, ho la musica nella testa, è il mio modo di pensare le cose, con quel tipo di armonia...».
Musica elettronica e videogame «sono parte integrante del lavoro che ho fatto, ora mi sto direzionando su altre vie, perché altrimenti si tornerebbe al discorso sullo strumento unico e riconoscibile, e la direzione oggi invece è integrare varie parti, il Gameboy con la musica acustica, per creare una musica senza connotazioni particolari: le definizioni non servono, la musica deve incrociare tutte le situazioni. La differenza è nell'applicazione, un PC è un mezzo che permette di scrivere musica utilizzando anche altri strumenti, in se e per se non genera suono, sono i software o i virtual instruments, come la tavolozza dei colori. Il Gameboy ha un colore, è come lavorare con una variazione di blu.
«Il pc è un mezzo per raggiungere lo scopo. Il Gameboy è uno strumento. Quello che ho fatto finora è stato sperimentare uno strumento: usare il Gameboy come una chitarra…». In un momento in cui anche i Beatles scontano l’era tecnologica e diventano videogame, The Beatles: Rock Band «adesso voglio muovermi in una dimensione più umana: trovare l’interazione fra strumenti diversi, e con gli altri musicisti».
PostalM@rket. Dal game alla musica, dalla musica al game. La famosa "quadratura del videogioco".
«Per il progetto Torino Sistema Solare - una campagna contro la cocaina e la mafia - ho realizzato un pezzo su cui il videomaker Luca Lumaca ha costruito il videoclip che appare all'interno della videointervista: un’applicazione teorica con un’interfaccia efficace».
«Nelle collaborazioni i mondi si incontrano per per affinità e immaginari simili, così riesci a trovare un risultato immediato, senza calcoli, e per progetti coordinati, non per interesse. Non mi sono mai chiesto se volevo fare l’artista: è l'unica cosa che mi fa essere me, più che stare con le persone, ho la musica nella testa, è il mio modo di pensare le cose, con quel tipo di armonia...».
Musica elettronica e videogame «sono parte integrante del lavoro che ho fatto, ora mi sto direzionando su altre vie, perché altrimenti si tornerebbe al discorso sullo strumento unico e riconoscibile, e la direzione oggi invece è integrare varie parti, il Gameboy con la musica acustica, per creare una musica senza connotazioni particolari: le definizioni non servono, la musica deve incrociare tutte le situazioni. La differenza è nell'applicazione, un PC è un mezzo che permette di scrivere musica utilizzando anche altri strumenti, in se e per se non genera suono, sono i software o i virtual instruments, come la tavolozza dei colori. Il Gameboy ha un colore, è come lavorare con una variazione di blu.
«Il pc è un mezzo per raggiungere lo scopo. Il Gameboy è uno strumento. Quello che ho fatto finora è stato sperimentare uno strumento: usare il Gameboy come una chitarra…». In un momento in cui anche i Beatles scontano l’era tecnologica e diventano videogame, The Beatles: Rock Band «adesso voglio muovermi in una dimensione più umana: trovare l’interazione fra strumenti diversi, e con gli altri musicisti».
PostalM@rket. Dal game alla musica, dalla musica al game. La famosa "quadratura del videogioco".
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
m 04/nov/2009 08:36:02
bit beat 02/nov/2009 18:52:30
mauro 02/nov/2009 15:22:56
Bit Beat 02/nov/2009 10:58:08
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